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Ma è allerta parcheggi: ipotesi multipiano

Presentati uffici e laboratori di ricerca nel Capannone 18 con centinaia di lavoratori. Piano per evitare l’effetto Mediopadana

 

Le vere radici non le ha messe il prato posato davanti al Capannone 18 per l’inaugurazione ma le sette aziende che hanno comprato gli 8.600 metri quadri di uffici e laboratori nel cuore pulsante delle ex Reggiane. Messe insieme valgono un fatturato aggregato di mezzo miliardo di euro e oltre 3.800 dipendenti nelle varie sedi. Il loro sbarco non era scontato e rappresenta l’apice attuale della realizzazione del Parco dell’Innovazione, che sta prendendo forma davanti a piazzale Europa, nuovo centro nevralgico della città che sposta sempre più servizi nell’area nord-est e dove si fatica già a trovare parcheggio.

Segno di un successo che, come anticipato ieri, vuole evitare l’effetto Mediopadana aprendo l’imbocco di viale Ramazzini (con 120 nuovi stalli) e pensando a un parcheggio multipiano nell’area che guarda al Campovolo, dove sembra ormai necessario pensare a nuovi ristoranti e bar (vista la concentrazione ormai di centinaia di lavoratori) per decongestionare l’intreccio tra utenza delle Reggiane, del Malaguzzi e dei pendolari.

Intanto, però, dai caschetti indossati nel 2012 dai politici per la presentazione del cantiere, si è passati ieri alle cravatte e allo stappo dello spumante. C’è effettivamente da festeggiare: ad esempio l’azienda specializzata in sicurezza ambientale e analisi, Studio Alfa, ha totalmente rilocalizzato la sede portando i 130 dipendenti sui tre piani acquisti nel Capannone 18:

«Qui analizziamo l’amianto e i sistemi per azzerare gli odori da implementare nelle aziende ceramiche» dice Carlo Pasini, ad di Studio Alfa. Anche Ask Group – perla reggiana colta nel 2015 dal colosso giapponese Jvc-Kenwood – ha spostato in toto uffici e laboratori da Montecavolo (quelli d’avanguardia con i tecnici in camice che progettano sistemi audio e antenne per i big dell’auto) per un totale di 120 dipendenti.

Sono i due insediamenti più rilevanti, seguiti da Bema-Elettric80, gruppo da 500 dipendenti sceso da Viano e che nel capannone studierà sistemi per stabilizzare i pallet a guida laser: «Qui lavoreranno cinque persone ma utilizzeremo lo spazio anche come vetrina per i clienti – svela Valeria Prampolini, membro del cda di Bema -. Il posto è bellissimo e stiamo già intessendo rapporti con le imprese vicine». In via di insediamento anche Webranking, Grasselli spa, mentre Palomar Television & Film Production ha già un ufficio aperto. Quasi tutte imprese nel segno di Unindustria, ospite d’onore e pronta a entrare direttamente nella Stu Reggiane, società che suggella il partenariato pubblico-privato applaudito ieri all’inaugurazione anche dal presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia. Il Comune (che ha messo di tasca propria 3,5 milioni e inserito 30 milioni scovati in bandi pubblici) ha il 70% di Stu, Iren Rinnovabile il 30%. «Questi non sono solo bei capannoni – dice Luca Torri, ad di Stu – è una scommessa per l’innovazione vinta dalla città di Reggio».

 

30/03/2019

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