Abitare il futuro: affitti accessibili, convivenza solidale, sostenibilità

Il «condominio sociale» di via Taro: 60 alloggi per studenti, over 65 e famiglie

Ci siamo: gli appartamenti hanno già la cucina (inclusa nel canone di locazione), manca solo la grande cucina industriale destinata agli spazi comuni e l’arredo completo per gli alloggi destinati a studenti universitari fuori sede. Poi, da fine settembre, gli appartamenti (la cui assegnazione, in base al bando, è in fase definitiva) saranno consegnati.

 

Il Mas1 (Mosaico abitativo solidale) è stato inaugurato ieri in via Taro 27, dove fino a tre anni fa si trovava la Residenza XXV Aprile. Un edificio su cinque piani (incluso il piano terra), con 60 alloggi, di quella che si usava chiamare edilizia popolare, ma che ora l’assessore regionale alle Politiche abitative Giovanni Paglia preferisce definire «edilizia residenziale sociale».

Perché il progetto è nuovo dal punto di vista strutturale, ma anche sociale: un condominio «che vuole dare risposte a studenti, over 65 autosufficienti e famiglie, in un modello di coabitazione intergenerazionale che mira a creare rapporti relazionali e di vicinato veri», dice il sindaco Michele Guerra, dopo aver tagliato il tradizionale nastro e dopo la benedizione, affidata a don Umberto Cocconi.

«Il Mas nasce da un progetto del Pnrr che ha consentito di rigenerare una parte importante del quartiere, in coerenza con il mandato che si è dato questa amministrazione di rispondere all’emergenza abitativa con “Fa’ la casa giusta Parma Abitare Sociale” e il più ampio “Patto sociale per Parma”», dice ancora Guerra.

Una coabitazione che, secondo Paglia, «può diventare un modello nella regione, e non solo. L’edilizia residenziale sociale dà risposte a una fascia fragile che non riesce ad accedere agli alloggi in affitto offerti dal mercato in una prospettiva che non è più quella della “casa per sempre”, ma dell’alloggio migliore in base alle diverse fasi della vita».

«Non è stato facile, c’è stato un grande lavoro di progettazione e reperimento di risorse, ma ci abbiamo creduto e oggi siamo soddisfatti – dice Brianti –. Questo progetto rispecchia lo spirito del Patto Sociale per Parma: unire risorse pubbliche, competenze tecniche e collaborazione con i soggetti del territorio per dare risposte durature, non emergenziali».

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«Questo è stato uno dei cantieri Pnrr più complessi della città, per cui ringrazio Parma Infrastrutture e l’impresa Allodi, che ha consegnato l’opera anche prima dei tempi previsti – dice Francesco De Vanna, assessore ai Lavori pubblici –. Questo intervento va letto all’interno di un disegno di riqualificazione che sta interessando quest’area della città che, insieme a opere come il MAS 2 – Senior Court e al nuovo Parco intergenerazionale di Villa Parma, dove presto sarà aperto un bar, restituirà importanti spazi al Molinetto e alla città tutta».

L’investimento per l’edificio (e l’area verde circostante, in tutto oltre 7.700 metri quadri) è stato di 16,3 milioni di euro: 5,6 milioni da fondi ministeriali Pnrr, 199 mila euro dal fondo Foi Ministero 2022 per la demolizione eseguita dalla ditta Fea Srl, 520 mila euro dal fondo Foi Ministero 2023 per la realizzazione del nuovo edificio, eseguita dall’impresa Allodi, un milione dalla Regione, 3,6 milioni dal Comune e 5,4 milioni da Parma Infrastrutture.

Grazie all’isolamento termico, ai pannelli fotovoltaici, alla climatizzazione centralizzata, il condominio (la cui gestione è affidata ad Acer) è «carbon free» e ad impatto zero. Le unità abitative vanno da 46 a 56 metri quadrati (il canone mensile, a seconda della tipologia, va da 270 a 450 euro), ma gli spazi comuni sono generosi: al piano terra una grande sala, più uno spazio multifunzione (ad esempio per laboratori e corsi di attività fisica) corredato di bagni e spogliatoi (entrambi saranno aperti a tutta la città). Ad ogni piano 70 metri quadrati di spazio comune, e c’è anche un orto pensile.

Saranno destinati a studenti universitari 11 alloggi, 10 sono per over 65, uno per il custode e i restanti per famiglie con al massimo un figlio. Gli universitari faranno volontariato all’interno della struttura, e la disponibilità è stata data anche da altri inquilini, che così hanno aumentato il punteggio in graduatoria per l’assegnazione.

«È un progetto bello, innovativo ed ecosostenibile, affidato a un’impresa del territorio, che abbiamo consegnato in tempi record, e della cui realizzazione siamo molto orgogliosi», dice Daniela Allodi, presidente dell’impresa costruttrice, presente all’inaugurazione con la vicepresidente Michela Allodi.

Monica Tiezzi

Allodi S.r.l.

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