«Il Governo è pronto a sostenere i progetti dell’Ateneo»
Al Tecnopolo del campus universitario Matteo Renzi arriva a bordo di un’automobile che non è quella istituzionale e, soprattutto, a guidare quell’auto non c’è nessuno. Possibile? Sì, se l’auto è quella di Vislab, il veicolo a guida autonoma completamente «made in Parma», frutto della ricerca sviluppata all’interno del nostro ateneo. «Ero già salito su un’auto che guida da sola, al G7 in Giappone, ma ora che ho visto questo posso dire che l’auto di Parma è migliore di quella giapponese e sono orgoglioso di aver potuto salirvi sopra», dirà poco dopo il presidente del Consiglio prendendo la parola all’interno del Tecnopolo: una realtà inaugurata appena un mese fa e che rappresenta la punta di diamante della ricerca all’interno dell’Università di Parma, dove mondo accademico e mondo dell’impresa si incontrano per mettere a sistema il meglio delle proprie conoscenze, puntando all’innovazione e sviluppando idee per la tecnologia di domani. Una realtà che il premier ha voluto visitare nel suo intenso pomeriggio fra città e provincia.
«Complimenti, quello che fate qui è esattamente ciò di cui il nostro Paese ha bisogno per i prossimi vent’anni: non un solo tecnopolo a Parma, ma trenta o quaranta realtà di grande livello come questa in determinati settori, sparse su tutto il territorio nazionale», ha sostenuto Renzi. Che ha enfatizzato anche la capacità di simili istituzioni di dare lavoro ai giovani formati dall’ateneo: «Ciò che è interessante è che attraverso questo tipo di azioni le multinazionali vengono e investono qua: già quaranta ingegneri hanno trovato lavoro di alta qualità».
Ora, assicura il premier, da parte del governo c’è la volontà di sostenere con forza il mondo dell’istruzione e dell’università, ma ammette che non sempre è stato così. «E’ vero: in passato si è tagliato sull’università, anche per responsabilità delle stesse università. Si è tagliato in modo sguaiato, dando per scontato che le università fossero tutte uguali, e così facendo si sono tagliate le gambe ad alcune realtà. Quello che è cruciale in questo momento è invertire la rotta, cosa che stiamo facendo, come si vede anche con gli ulteriori interventi sulle borse di studio per i ricercatori per il 2017. Ma occorre che l’università di faccia classe dirigente, e il progetto che si sviluppa qui al Tecnopolo di Parma va esattamente nella direzione di ciò che serve al Paese».
Ad accogliere Renzi c’erano il rettore Loris Borghi, i pro rettori, i delegati, i ricercatori e gli studenti dell’ateneo. Che il presidente del Consiglio, appena entrato al Tecnopolo, rompendo il cerimoniale e mettendo a dura prova le sue guardie del corpo, ha chiamato intorno a sé, invitandoli e oltrepassare le transenne e a raggiungerlo intorno al grande plastico del campus, dove il rettore ha illustrato al premier le caratteristiche dell’area delle scienze di via Langhirano. «Questo è il cuore della parte più tecnologica dell’Università di Parma», ha spiegato Borghi, che ha ricordato le numerose aziende che si stanno insediando al Tecnopolo: «Stiamo trasformando il campus in un vero e proprio parco tecnologico, in modo che le aziende che fanno ricerca e innovazione spinta vengano a lavorare direttamente in contatto con nostri laboratori, i nostri studenti, i nostri ricercatori e le nostre attrezzature. Questo è uno degli ingredienti dell’evoluzione del campus».
Borghi ha anche ricordato la prossima realizzazione al campus della Scuola internazionale di alta formazione sugli alimenti e la nutrizione. E proprio sul settore del cibo (ma non solo) Renzi ha manifestato l’interesse del governo a offrire sostegno concreto all’Università di Parma.
«Tengo a dirvi che noi ci siamo, con le misure della legge di stabilità, ma anche con l’appoggio a progetti ad hoc. Quindi risentiamoci entro venti giorni e portateci i vostri progetti».
09/11/2016